Società contro l’indecenza degli animali nudi

La scorsa settimana a St. Louis  ho incontrato G. Clifford Prout Junior, leader dell’inusuale organizzazione chiamata Società contro l’indecenza degli animali nudi. Il signor Prout ritiene che tutti gli animali domestici dovrebbero essere vestiti per amore di decenza. Egli fa notare che noi essere umani, che biologicamente siamo animali, condividiamo gli affetti e le case con i nostri animali. Di conseguenza è giusto che si condivida con loro anche la nostra decenza.

Questi sono gli assunti della Società contro l’indecenza degli animali nudi:

1) Eliminare la volgarità che trasuda nella cultura dei nostri animali

2) Portare integrità nelle nostre fattorie

3) Liberare il mondo animale da comportamenti incestuosi

L’idea di fondare questa società venne al signor Prout Senior, scomparso lo scorso anno lasciando al figlio un’eredità di 400.000 dollari. C’era una disposizione nel testamento: la somma doveva essere interamente spesa per promuovere la decenza e la moralità attraverso la Società contro l’indecenza degli animali nudi. In caso contrario tutti i soldi sarebbero andati al dipartimento autostradale dello stato del Missouri per l’ampliamento di strade e il miglioramento dei caselli.

Da quanto suo padre è scomparso, Clifford Junior ha speso diligentemente vaste somme di denaro per la causa, viaggiando per il mondo, tenendo conferenze e formando nuovi membri.

Secondo Prout, i bambini vestono abitualmente i loro cani e gatti perché hanno imparato lo stimolo sociale di apparire decenti. Il piccolo Johnny vede i suoi genitori vestiti. Si guarda e si vede vestito, ma il suo cane Rover è decisamente nudo! Incapace di ignorare la vista dell’impudenza di Rover, il bambino gli mette i vestiti da bambola. Ma come reagiscono i suoi genitori? Strappano il vestito di dosso al cane e chiamano il piccolo Johnny “mammoletta”. Lui piange e la scena è permanentemente fissata nella sua piccola e impressionabile mente.

Il signor Prout aggiunge che quando ai bambini viene negata la sana abitudine di vestire i loro animali, loro si ribellano prima ai genitori, poi alla scuola e alla comunità. “Prova a spiegare a una bambina di tre anni il motivo per il quale il suo gatto deve rimanere nudo”, dice Prout. “Non si può. Lei diventa frustrata da quella ipocrisia imperante e si unisce a una banda che fa a botte per strada, scippi e rapine. Abbandono della scuola, ragazze-madri e altre forme di comportamenti antisociali conosciute come delinquenza giovanile sono espressioni, per questi giovinastri, di disprezzo per il mondo degli adulti che erediteranno. In questa maniera, prima vestiamo gli animali e prima avremo migliori chance di far diventare i giovani dei cittadini decenti.”

Ci sono al giorno d’oggi già 25.000 membri della Società contro l’indecenza degli animali nudi che si sono presi l’impegno di vestire tutti gli animali, compresi quelli dei vicini e tutti i randagi che si aggirano per le strade. Questi determinati moralisti -che si portano sempre in auto dei vestiti d’emergenza per animali- possono avvistare un animale nudo a una ventina di metri e vestirlo in dodici secondi netti! (il signor Prout detiene attualmente il record del mondo per aver preso e vestito un cane in nove secondi e mezzo).

Le persone che vogliono fondare una sede della società nel proprio paese devono necessariamente sostenere una prova scritta e orale di stabilità emotiva per determinare la loro sanità mentale e la potenziale attitudine alla leadership. Il signor Prout dice di aver ideato lui stesso la prova, la quale ha il compito di scremare i matti, i cercatori di forti emozioni e altre persone non desiderate che potrebbero infiltrarsi nella società, compromettendo la causa.

“La decenza di oggi è la moralità di domani” è il motto inventato dal signor Prout, esposto in bella vista nella casa di ogni membro, incorniciato sui muri, scolpito sopra i caminetti, ricamato sulle federe o cesellato nei marciapiede.

Il signor Prout mi ha riaccompagnato in auto al mio motel è mi ha invitato a scrivere la verità su questa società: che non stava dilapidando la fortuna lasciatagli dal padre, al contrario di quanto sostenevano alcuni articoli feroci e calunniosi su di lui. Ho ascoltato le sue parole mentre parlava con aria tranquilla e determinata: ero impressionato. Quest’uomo occhialuto sulla trentina, con la giacca di tweed e i pantaloni larghi, dava l’idea di essere un professore di qualche materia umanistica. Mentre ci stringevamo la mano per salutarci, le ultime parole del signor Prout sono state memorabili: “Non si dimentichi mai: un cavallo nudo è un cavallo maleducato”.

Alan Abel, The Society for Indecency to Naked Animals (S.I.N.A.), traduzione di Mattia Filippini.

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