Intervista a Billy Corgan

[Dal nostro inviato negli States, Mattia Filippini]

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Mi trovavo a Chicago per questioni lavorative e mi sono detto: perché non provo a intervistare Billy Corgan degli Smashing Pumpkins? Ho scritto per scherzo all’agenzia stampa che gestisce le date del gruppo, millantando di essere il redattore di una famosa rivista indipendente italiana. Beh, ci hanno creduto. L’appuntamento era per il giorno successivo al loro studio di registrazione. Ho avuto pochissimo tempo per documentarmi sui loro ultimi album. Ho aperto YouTube e cercato SP: non ci volevo credere, uno dei miei gruppi preferiti si è trasformato negli ultimi 10 anni nella caricatura di se stesso. Ero intenzionato a capire il perché.

Il giorno dopo, con un piglio a metà tra il polemico (il mio standard) e la paura reverenziale, mi hanno fatto accomodare in un salottino dove c’erano due poltrone e un tavolino imbandito con un vassoio di dolcetti e del té. Pochi minuti dopo entra Billy, vestito come Mandrake o come il mago Zurlì, con una vestaglia bianca dal bavero altissimo, tipo un equivoco Bela Lugosi.

Comincio l’intervista malissimo, mi esce un: Billy, why?! Lui si guarda attorno un attimo per vedere se qualcuno dell’agenzia sta ascoltando, ma non c’è nessuno e allora si lascia andare. Sai cos’è? Mi dice. É che non ho un pelo. Come? Gli chiedo stupito. Il fatto che io non abbia un pelo mi toglie ogni credibilità, continua, e tutti si permetto di dirmi cosa devo fare solo perché ho l’aspetto da eterno bambino pacioccone. Hai visto che gruppo mi hanno messo assieme? Hanno fotocopiato gli SP del successo interplanetario con quello che hanno trovato: una bassista donna, che se la guardi bene sembra Piggy dei Muppets o una vecchia studentessa uscita da un pessimo softporn; il chitarrista orientale con i capelli cotonati! ( si mette la mano sul viso, disperato), ma perché, mi chiedo? Il batterista almeno è sempre quello, ma se non avesse accettato ne avrebbero trovato uno altrettanto nerboruto e cafone.

E tu non fai niente? Gli chiedo stupito da questo sfogo. Ho provato di tutto, a disegnarmi una cresta sulla pelata, a vestirmi come un supereroe malvagio, perfino a farmi crescere dei baffi alla Hitler (fa il gesto con le due dita), ma niente. Non so, forse me lo merito, é che mi sono appassionato alle camicie rosa.

Chiudo l’intervista velocemente quando mi accorgo che Billy indossa sui polpacci degli scaldamuscoli a strisce bianche e nere (rabbrividisco di nuovo al pensiero). Gli faccio dei complimenti sbrigativi. Me ne vado da Chicago mangiando una pizza gigante e affogando i miei dispiaceri nell’unto.

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5 thoughts on “Intervista a Billy Corgan

  1. […] aver visitato Chicago e aver intervistato Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, mi sono diretto a sud verso lo stato dell’Indiana. La capitale dell’Indiana è […]

  2. […] le altre interviste: Billy Corgan e Kurt […]

  3. ricci rocco scrive:

    salve , chiedo scusa per la domanda , ma quest’intervista è vera o inventata?

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