L’Eternauta

Il mio vicino, durante le vacanze di Natale, alterna la messa del papa ai porno più beceri, ovviamente ascoltati entrambi a tutto volume e senza vergogna. Ma almeno in questi giorni posso leggere come se non ci fosse un domani. Una delle letture è stata L’eternauta, graphic novel di fantascienza del 1959  sceneggiata dall’argentino Héctor Oesterheld e disegnata da Francisco Solano Lòpez.

Se, come dice James Ballard, la fantascienza è  la tradizione letteraria principale del diciannovesimo secolo ed è arrivata integra anche in scrittori contemporanei, allora Oesterheld ne è una specie di profeta.

Siamo a Buenos Aires: un uomo si materializza su una sedia di fronte a Oesterheld. E’ l’eternauta, un vagabondo del tempo che sta cercando la sua epoca e il suo mondo. Inizia a raccontare le sue vicende, nel lungo flashback di cui è costituita l’intera vicenda.

Quattro uomini stanno giocando a carte; fuori dalla finestra inizia a nevicare. Chi è colpito dai fiocchi in pochi secondi muore.  I quattro personaggi si organizzano per isolare porte e finestre. Escono in esplorazione grazie a delle tute da sub impermeabili. Il paesaggio che si presenta è inquitante: la maggior parte delle persone è morta, ci sono disastri ovunque. Chi si è ingegnato per sopravvivere bada solo alla propria esistenza: la situazione descritta è claustrofobica e da homo homini lupus, unita ai disegni di Solano Lòpez con bianchi e neri abbacinanti.

Ma da cosa è causata questa neve? Dall’invasore alieno. I superstiti dell’esercito raggruppano i civili e li portano nello stadio della città per organizzare la resistenza contro un nemico difficilmente individuabile e dalle armi terribili, che cattura gli uomini e li trasforma in automi da scagliare contro i propri simili.

Tra continui colpi di scena e profonde riflessioni, L’Eternauta è una profezia che si auto-avvera: anticipa infatti il clima di terrore e di uomo contro uomo (clima descritto molto bene, per esempio, nel film Tony Manero di Pablo Larraìn del 2008) della dittatura militare che sarebbe avvenuta di lì a pochi anni e di cui Oesterheld sarà vittima.

[Mattia Filippini]

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