La Jetèe

L’esercito delle 12 scimmie è un curioso film di Terry Gilliam del 1995. Ma pochi sanno che l’idea originale che sta dietro a quel film viene da un cortometraggio di Chris Marker, registra francese che nel 1962 descrive un mondo post-apocalittico, in cui l’umanità sopravvissuta si è rifugiata nel sottosuolo e la cui unica speranza è nei viaggi nel passato.

Il cortometraggio di 28 minuti presenta una tecnica insolita: una voce fuori campo narra l’intera storia; sullo schermo passa una sequenza di fotografie, non ci sono riprese in movimento. Vengono mostrati l’aeroporto di Orly (La Jetèe in francese sta per molo d’imbarco) e un bambino. C’è un incidente, qualcuno viene assassinato. La folla corre verso il luogo dell’omicidio, ma il bambino è invece attratto da una donna. Ed è questa immagine che focalizza la nostra attenzione.

Nelle fotografie che ci vengono mostrate in seguito c’è un salto di 30 anni; il mondo è distrutto da una guerra nucleare. Chi è sopravvissuto si è rintanato nei sotterranei delle città. Gli ultimi scienziati rimasti sperimentano il viaggio nel tempo, per raggiungere un passato salvifico; mandano delle cavie indietro nel tempo per cercare di fermare il disastro: “Ma la mente umana non riusciva ad adattarsi. Risvegliarsi in un’altra era voleva dire nascere una seconda volta, da adulto. Il trauma era troppo grande. Dopo aver spedito in zone differenti del Tempo corpi senza vita o senza coscienza, ora gli inventori si stavano concentrando su soggetti dotati di immagini mentali molto forti. Essendo capaci di concepire o sognare un altro tempo, forse si sarebbero potuti integrare.”

Il bambino, ormai uomo, viene mandato indietro nel tempo proprio grazie all’immagine ricorrente della donna vista all’aereoporto, nel luogo dell’incidente. Dopo una serie di tentativi riesce a conoscerla e a parlarle.

Il fotogramma in cui l'anonimo protagonista mostra alla donna a cui egli fa visita nel passato, il punto/tempo da cui proviene raffigurato nella sezione del tronco dell'albero (esattamente come faceva James Stewart a Kim Novak ne La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock)

Durante questi incontri tra l’uomo e la donna nasce una storia d’amore; ma gli scienziati, che ormai padroneggiano il viaggio nel tempo, decidono di mandare l’uomo nel futuro per recuperare una fonte di energia con cui poter ricostruire il mondo. Al suo ritorno e dopo aver compiuto la missione, salvando di fatto l’umanità, l’uomo chiede di essere rimandato nel passato dalla donna. I suoi carcerieri/scienziati decidono invece di sbarazzarsi di lui; alcuni emissari di un futuro più saggio intervengono in suo aiuto e riescono a mandarlo dalla sua amata, all’aeroporto. Ma un sicario degli scienziati riesce a seguirlo.

Ci troviamo così nella scena iniziale, quella dell’assassinio. Le fotografie scorrono e la voce fuori campo si fa concitata: qualcuno è stato assassinato, c’è un bambino che guarda una bellissima donna, la folla corre verso il luogo dell’omicidio, anche noi stavolta ci spostiamo da quella parte, un sicario ha ucciso qualcuno, quel qualcuno è… non ve lo dico.

Lo trovate su Youtube. Qui invece trovate la trascrizione completa della voce fuori campo con testo francese a fronte: http://www.intercom.publinet.it/2001/jetee1.htm

[Mattia Filippini]

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