Vetrine perturbanti

L’altro giorno

giravo per la piazza

con un gelatone

a sei palline

che mi si scioglieva

appiccicoso

sul dorso della mano.

Mi cade l’occhio

s’una vetrina

e vedo due manichini

di quelli  fatti bene

con un colorito

color sabbiolina

me li guardo distratto

con la coda dell’occhio

e uno di loro

– una femmina di manichino –

mi sorride

mi saluta

con la manina

mi fa ciao

e io mi spavento

ho i brividi

quasi cade il gelato

davanti all’inanimato

che prende vita

m’è venuto un colpo.

Poi, un po’ di tristezza.

Avrei voluto

appoggiare la mano sulla vetrina

farla aderire

e vedere se la manichina

avrebbe fatto lo stesso

dall’altro lato,

come gli orango allo zoo

con la tristezza negli occhi,

in uno scatto

d’estrema umanità.

 

[Enrico Mazzardi]

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2 thoughts on “Vetrine perturbanti

  1. ombreflessuose ha detto:

    La tua deliziosa poesia, mi ha preso per mano e mi ha condotta
    davanti alla “tua”vetrina.
    Ho guardato, ma non c’era nessuna “figura” femminile, peccato…
    Avrei voluto salutarla…
    Esprimono più loro Umanità che tanti umani veri.

    Mi piace il tuo stile
    Ombre

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