iMemory

Ho messo le mani sul primo Mac che dovevo ancora compiere dieci anni. Prima d’allora avevo un Commodore 64. Il Commodore ci metteva circa trentadue minuti ad avviarsi, con le sue schermate monocromatiche, lo sforzo grattante del suo disco rigido, che più che rigido sembrava un disco rigidissimo, di granito. Una volta avviato, aspettavo quarantasei minuti per far partire un gioco che aveva come protagonista Arnold Schwarzenegger, che a dirla tutta non sembrava per niente Schwarzenegger ma una misera piletta di pixel verticali che lo rendeva molto meno realistico di un omino Lego di profilo. Il gioco era impossibile da portare avanti. Ogni partita durava venti secondi: il tempo di imbracciare il mitra, fare tre passi verso destra, e venivi abbattuto da una fucilata fuori campo. Tempo di ricarica della partita: altri quarantasei minuti. Fu così che alla lunga mi stancai di usare il Commodore 64.

A quel punto ho messo le mani su di un Mac, che non era mio, era di mio padre. Lo usavo giusto per vedere com’era fatto, per esplorarne le cartelle violette, sentire i suoni buffi d’errore, e per giocare a Prince of Persia. Quel gioco mi inquietava parecchio. Mi dicevo: caspita, chi ha accompagnato questo povero Principe in queste segrete profonde trenta chilometri? Che fine hanno fatto quelli che l’hanno trasportato in quei recessi? Probabilmente la risposta era negli scheletri sparsi nelle prigioni. Ma nemmeno con Prince of Persia me la cavavo tanto bene: correvo, prendevo rincorse, saltavo, mi aggrappavo ai pavimenti delle prigioni, ma le mani scivolavano sempre sul più bello e precipitavo a far compagnia agli scheletri. E il gioco ricominciava, come quello di Schwarzenegger, solo che ci metteva meno di quarantasei minuti, molto meno.

Il Mac è stato il primo computer veramente funzionante (e l’ultimo, a voler essere crudeli coll’intero mondo della tecnologia) che io abbia mai utilizzato.

E sicuramente è stato quello che ha popolato la mia infanzia, con una mela arcobaleno, uno scatolotto sorridente e coi suoi “eep!” di sorpresa.

Quindi, per quel poco che vale: grazie Steve.


[Enrico Mazzardi]

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2 thoughts on “iMemory

  1. wes scrive:

    quando usavi il tuo commodore 64 anche il mac aveva il display monocromatico da 9″ (Macintosh Classic) e la potenza di calcolo non era un granchè;
    fattelo dire da un 46enne che usa il mac dal 1989 per ragioni professionali.

    • enricomazzardi scrive:

      E’ proprio questo che mi affascina dei ricordi: sono confusi, schiacciati, marmellata del tempo, e non conoscono precisione. Per quanto mi riguarda. Il Mac per me è come il pezzettone di frutta in questa marmellata della mia acerba giovinezza.

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