Grippaudo

di Cecilia Ghidotti


La scomparsa dell’orario Grippaudo non è avvenuta in un giorno solo. Sembra gli editori siano stati costretti alla resa dall’inattendibilità con cui Trenitalia iniziò a comunicare orario di arrivo e di partenza dei suoi convogli.
Il Grippaudo era un blocchetto rettangolare con la copertina gialla, dai fogli grigi e leggerissimi, destinati a strapparsi e stropicciarsi fin dal primo utilizzo.
Nel ’45 c’erano solo i treni e non c’erano gli orari così un ferroviere in pensione si inventò l’orario ferroviario tascabile. La nipote racconta che gli orari venivano compilati a mano nella cucina di casa -un tinello milanese inevitabilmente in bianco e nero- e ricontrollati a voce uno per uno. Il Grippaudo aveva in copertina una mappa stilizzata delle tratte ferroviarie, ad ogni tratta corrispondeva un numero e a quello una scheda con i treni. Ogni scheda aveva due direzioni ed un gran numero di note: feriale, festivo, escluso il sabato, trasporto bici, garantito in caso di sciopero. Il lunedì non ferma, la domenica non circola. Costringeva a conoscere quale fosse la stazione di origine e quella di fine corsa dei treni. Non importa se per tutta la vita uno saliva a Cologne e scendeva dieci chilometri dopo: avrebbe saputo che quel treno arrivava da Lecco, proseguiva per Brescia e da lì tornava indietro. Il Grippaudo permetteva fantasticherie sulla linea diretta a Domodossola o sull’interregionale che, oltre Brescia, affrontava quotidianamente gli Appennini e ti avrebbe depositato quattro ore dopo sotto la torre pendente, se solo avessi avuto il coraggio di non scendere alla tua destinazione abituale.
Anni dopo, a fare concorrenza, è arrivato l’orario regionale della Lombardia, con la copertina affidata ad un treno verde e blu.
Più tardi ancora è arrivata l’interfaccia tricolore del sito Trenitalia. Pagine veloci perché se le cose sono lucide non ci sono ostacoli e i treni vanno più veloci. Sul lucido si scivola e il lucido riflette, come uno specchio, le cose buone e oneste.

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One thought on “Grippaudo

  1. maria angela scrive:

    ho nostalgia del Grippaudo.Oltre tutto ci scrivevo sopra e diventava un diario di viaggiio

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