Io Baricco lo facevo più riccio

La cosa che mi ha colpito di più, di Torino e del Salone del libro in generale, è che i torinesi, quando son stufi di cercare parcheggio, abbandonano l’auto in mezzo alla strada, esattamente sulla linea che divide le due corsie.

Poi, dentro la fiera, c’erano delle scimmie, della famiglia degli oranghi, che si rotolavano per terra.

Poi, la sera, c’era una festa dove tutti sembravano famosi e si lanciavano delle occhiate come per dirsi Ma tu sei famoso o sono solo io che non ti conosco perché sono fuori dal giro o forse siamo tutti e due imbucati?

Per esempio c’era Giordano, quello della Solitudine dei numeri primi, che a me sembrava strano fosse lì perché, ignoranza mia, sono anni che non scrive più niente. C’era perfino Baricco, che io lo facevo più riccio, meno abbronzato. Ah, c’era anche Vasco Brondi, uno che lo si trova in tutti i locali di tutte le città italiane. Contemporaneamente.

Poi c’era uno stand di massoni, nel Salone, i massoni, la società segreta, ma non si può dire altro. Abbiamo la loro agenda.

E le prostitute grassocce agli angoli delle strade del centro alle sei del pomeriggio.

E la metropolitana, una cosa incredibile, che sembra di stare nei videogiochi.

I libri poi, c’erano pure i libri al Salone di Torino, gli stessi che si trovano in libreria.

Andrej Tupolev

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