Cricket

di Mattia Filippini


Sotto casa mia ha aperto un ristorante indiano. Quando torno tardi dal lavoro, la sera, mi fermo spesso da loro a prendere la cena. Ormai mi conoscono, mi salutano con dei gran sorrisi e con le loro capigliature cotonate da Bollywood; sanno già cosa voglio ordinare. E dire che sapranno cinque parole in italiano. La cosa che mi piace di più, dell’indiano sotto casa mia, è il fatto che mentre aspetto il cibo, si può guardare il cricket. Sullo schermo c’è Virat Khooli, uno che mi sembra di capire essere molto forte, perchè quando è inquadrato lui c’è molta attenzione nel ristorante e il mio pane rischia di bruciarsi. Poi ci sono degli arbitri vestiti di rosso che indossano un cappello bianco tipo Indiana Jones e che fanno dei gesti strani, con un fazzoletto verde in mano.

Poi mi siedo su uno sgabello, sono abbastanza lenti a preparare da mangiare, bisogna avere pazienza. Mi metto a guardare fuori dalla vetrina la gente che passa e comincio a fare un gioco che faccio anche in stazione quando aspetto, cioè etichettarli con bello, brutto, brutto, brutta, bella. Visto che non passa più nessuno prendo il taccuino e comincio a scrivere le uniche frasi che mi ricordo a memoria dei libri che ho letto, tipo: Céline, Viaggio al termine della notte: “Il traghetto si muoveva lento sull’acqua del lago, come se l’avesse sudata fuori tutta, dolorosamente”. Oppure: David Foster Wallace, La scopa del sistema: “Fuori, nel croccante prato marzolino, alonata da fasci di luce che spiovono dai lampioni, tra capannelli di ragazzi in blazer blu che risalgono il vialetto rifinendosi l’alito a colpi di mentine, assopora una breve epistassi.” Di questa vado molto orgoglioso, perché è piuttosto lunga.

Nel frattempo, al ristorante indiano, Virat Khooli ha già colpito 62 palle e deve essere una specie di record o comunque una cosa molto buona per i Royal Challengers Bangalore, la sua squadra. Le uniche cose che capisco le interpreto dai toni di voce dei due commentatori inglesi, che a volte si fanno concitati anche se a me non sembra di vedere niente di particolare sullo schermo. Guardo incuriosito il modo di lanciare la palla, con una specie di mulinello di arti che richiede sicuramente una coordinazione occhio-braccio che io non ho, non si capisce da che parte arriverà la palla. Poi la palla fa un rimbalzo per terra e viene colpita dalla mazza di Virat Khooli, ma è un tiro fioppo, non va neanche fuori dallo stadio. Intanto dalla cucina sento odore di bruciato.

Poi un tifoso sfegatato inizia a correre nudo per il campo, non sai mai quello che può capitare a vedere una partita di cricket.

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