Tutti possono fare l’ebook

di Andrej Tupolev

Queste considerazioni mi sono venute in mente leggendo i tweet delle case editrici, dove affermano che questo o quell’altro autore sta scalando la classifica di Bookrepublic. Sono andato a vedere il sito di Bookrepublic. E sono rimasto quantomeno perplesso. Ci sono due classifiche: una degli editori indipendenti e l’altra degli editori in generale (quindi con Feltrinelli, Einaudi ecc.).

In quella degli indipendenti i prezzi degli ebook sono giustamente tenuti bassi (si parte dai 2/3 euro fino ad arrivare a 6/7); ma non ho potuto fare a meno di pensare a un post che ho letto sul blog di Maciste: “Cosa fare di tutta questa gente che vuole scrivere? Semplice, la si fa esordire su ebook, tanto non costa un cazzo e loro son contenti.” Insomma: le piccole case editrici pubblicano anche cose che prima non avrebbero mai pubblicato e lo fanno, secondo me: 1) per arrotondare 2) per cavalcare l’onda della moda del libro elettronico. E’ il caso di Marcos y Marcos e di Paolo Nori: nella classifica, al terzo posto, c’è Nori con un ebook intitolato “Noi e i governi” (2,99 €). Ora: ho grande stima sia per la casa editrice che per Nori e ho acquistato in formato cartaceo “La meravigliosa utilità del filo a piombo” (14,50 €). Già questo libro è una raccolta di pezzi editi, sentiti, pubblicati, letti; tra questi c’è anche “Noi e i governi”. Ecco, a me queste furbate, questi libri facili non piacciono. C’è questa specie di smania di pubblicare qualsiasi cosa che mi sembra una corsa per riprodursi a tutti i costi, sarà la primavera.

Quell’altra classifica, quella che comprende anche le grandi case editrici, mi ha lasciato ancora più basito. Faccio un esempio: l’ebook dell’ultimo libro di Saviano, “Vieni via con me”, costa 9,99 €. Sono andato sul sito di Feltrinelli e lì il cartaceo (in offerta) costa 9,10 € . Cioè, mi sono detto, qualcosa di digitale e impalpabile costa di più di qualcosa di “fabbricato”? Esatto. Oppure l’ultimo libro di Franzen, se vogliamo guardare ancora alla classifica: ebook: 14, 99€/ cartaceo 16,99€. La differenza è minima. E’ come andare dal fornaio, farsi riempire il sacchetto di aria al profumo di pane, pagare il pane per intero e uscire dal fornaio.

Quali sono i costi di un ebook? Non lo so con precisione, ma immagino che siano molto bassi. Esiste, per esempio, un software gratuito e libero, Calibre, che crea, trasforma, converte, impagina in formato epub. Ripeto: gratis. Non ci sono, poi, i costi di stampa e di tipografia. I diritti sono già delle case editrici. E allora cosa si paga?.

Insomma, andare tutti ad aprire una casa editrice di ebook. Ehi, sembra un insulto del nuovo millennio: vai ad aprire una casa editrice di ebook!

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3 thoughts on “Tutti possono fare l’ebook

  1. Edoardo Cavazzuti scrive:

    Credo che il prezzo degli eBook sia una delle chiavi da cui passa la reale possibilità che il digitale soppianti il cartaceo. La rivoluzione della musica, però, non sembra aver influenzato molto le scelte di marketing delle grandi case editrici e, con questi prezzi, offerta e domanda difficilmente si incontreranno. La seconda chiave, a mio avviso ancora più cruciale, è la reinterpretazione del ruolo di editore: sappiamo tutti che ci sono più scrittori che lettori, non esiste più alcun ostacolo fisico/economico all’autoproduzione, la rete, con le sue infinite possibilità, lascia campo ad ogni edonismo. Mai come oggi occorre una figura che scelga, valuti, investa sulla qualità. Mai come oggi, in maniera completamente diversa da ciò che accadeva nel ‘900, servirebbero editori capaci e ispirati. Per questo sarei disposto a continuare a pagare, anche se il medium fosse intangibile.

    • mattiafilippini scrive:

      Mi sembra un ottimo punto di vista il tuo. Secondo me questa figura di arbitro della qualità è piuttosto mitologica; il medium ebook, con le sue caratteristiche e i prezzi bassi (almeno in parte) è il lasciapassare per ogni bruttura. L’esempio che posso fare è quello delle applicazioni per l’iphone: ce ne sono di molto utili; ma ci sono anche quelle che servono a fare peti e costano 0,79 euro. Il ragionamento che viene fatto è: posso anche buttare pochi centesimi (o euro nel caso degli ebook) per una cosa di bassa qualità. Ma questo messaggio è controproducente.

  2. credo lo usino anche un po’ come “test”, l’ebook. se un ebook va bene ecco l’edizione cartacea, che probabilmente andrà pure lei bene (non so nelle case editrici che priorità abbia il criterio della qualità, sicuramente viene dopo le vendite!). comunque io non ho ancora visto nessuno leggere un ebook in vita mia, ho l’impressione che qualcuno debba ancora inventare qualcosa per fare dell’ebook qualcosa che a uno gli viene la voglia di leggerlo.

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