Al campo comunale

di Mattia Filippini

Se io avessi una bambina sicuramente non la chiamerei Agata, che mi sembra un nome da vecchia. Poi la porterei all’asilo sulla canna della bicicletta, lei in piedi aggrappata al mio collo, come degli acrobati del circo. Le maestre dell’asilo mi guarderebbero male per la mia imprudenza e per il fatto che nello zaino avrei portato solo due bavagli, un grembiule, due salviette invece di cinque bavagli due grembiuli, due salviette. Le salviette, almeno quelle, sarebbero giuste. Allora risponderei ai loro sguardi arcigni dicendo che erano ad asciugare, le salviette, non le avevo stirate. Ma se la sarebbero presa lo stesso, queste educatrici, che non hanno mica il tempo di stare ad educare anche i genitori. La porterei a fare dei giri illustrativi per farle conoscere la provincia, darei una risposta a tutte le sue domande per esempio Come funziona un televisore? Oppure la porterei a vedere una partita di calcio al campo comunale di Budrio, le direi Hai sentito? L’arbitro ha fischiato il fallo, adesso il giocatore tira la punizione e lei mi darebbe una di quelle risposte spiazzanti, mi direbbe Ma papà, ma tu, questa partita, l’hai già vista?

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4 thoughts on “Al campo comunale

  1. ema scrive:

    IO facevo esattamente quello che hai scritto. ma tu non mi hai mai fatto la domanda che dici.
    Ciao

  2. ema scrive:

    ahahahahahahahah

  3. ema scrive:

    beh non sei neanche una bambina. ciao

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