Homo vagans

di Enrico Mazzardi

Nelle librerie si aggira una specie molto particolare di persone: l’homo vagans. Gli esemplari più adulti possono essere riconosciuti dall’andatura caracollante persa tra le luci della libreria, l’occhio indeciso, la palpebra pensosa. Molti di loro agitano il dito indice della mano destra, portandoselo ripetutamente alle labbra. I piccoli di homo vagans mostrano già dalla tenera età il mento lievemente prominente distintivo dei maschi della specie, lo sguardo velato d’assenza e la bocca aperta in una fessura ebete. Grandi o piccoli che siano, li potrete trovare in qualsiasi angolo della libreria,  intenti a urtare e rovesciare pile di libri e seminare disordini nei vari reparti, che presto si ritroveranno in un ordine analfabetico. Ma qualora vi capitasse di lavorare presso una libreria infestata da questa tipologia di esseri umani, saranno loro a trovare voi per primi, rendendosi facilmente riconoscibili grazie a una inequivocabile tipologia di domande. Le più frequenti saranno:

– Sto cercando un libro, è di un americano, non ricordo il nome, può aiutarmi?

– Il prezzo è questo? (Domanda posta indicando il prezzo stampato sul retro del libro.)

– Avete l’ultimo libro di Roberto Savino?

– Avete le avventure di Oliver Twister? (Vi potrà capitare che i clienti non siano convinti prendendo in mano il libro di Dickens “Le avventure di Oliver Twist”, corrughino il volto e insistano sul concetto: – Ma mia figlia mi ha chiesto Oliver Twister… Inutile cercare di spiegare l’equivoco soggiacente alla conversazione.)

– Ma non avete l’ultimo libro del Papa? (Detto con volto di cera e tono scandalizzato.)

– Scommetto che non ha l’ultimo libro di Feltri, vero? (Detto con tono di sfida. Sfortunatamente per la libreria e per la vis polemica del cliente, il libro di Feltri sarà sicuramente disponibile in più copie.)

– Avete un nuovo libro di Stieg Larsson? (Gli farete notare che l’autore ha scritto la trilogia Millennium e successivamente è morto. A quel punto l’homo vagans rilancerà: – Quindi altri non ne ha scritti, dopo?)

– Vendete rosari?

– A cosa servono questi segnalibri?

– Sto cercando un libro, ma non ricordo il nome, nemmeno il titolo, parla di una storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza, due adolescenti. Mi aiuta?

– Ha una versione più breve dei Promessi Sposi? (Gli farete notare che esistono dei riassunti, dei Bignami, ma loro ribatteranno senza dubbio: – No, no, volevo solo sapere se tra quelle integrali c’è solo questa versione lunga.)

– Non esiste una versione più lunga del Profeta? (di Gibran, edizione integrale: 90 pagine circa.)

– (Al cospetto de I nostri antenati di Calvino, raccolta comprendente Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente) Ma qui dentro i tre libri sono nell’ordine giusto o sono stati tutti cambiati? Cioè, non hanno mescolato i testi dei tre libri in questo, no?

– Avete qualcosa di Railch? (vedi: Rainer Maria Rilke.)

– Scusi sto cercando qualche libro di Gerolamo Stilton.

– Avete I dolori del giovane Werder?

– Sto cercando Il vecchio e il mare, di Garcìa Màrquez.

– Avete uno sgabello?

L’importante, quando siete avvicinati da un homo vagans, è non perdere il controllo, farsi trovare disponibili ma fermi al tempo stesso. Se non lo sarete, molto probabilmente la sua dialettica dell’assurdo vi trascinerà verso gli abissi di un discorso dissennato e senza logica. A quel punto forse sarete già persi anche voi, senza accorgervene, nuovi cittadini onorari del popolo degli uomini che vagano tra libri estranei, destinati ad una vita fatta di passi senza meta, scandita da richieste irrisolvibili.

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4 thoughts on “Homo vagans

  1. jot scrive:

    mi scappa la pipì.

  2. enricomazzardi scrive:

    mille pitali d’oro, per il jot.

  3. jot scrive:

    Così dev’essere un libriere, bravi: servizievole e presto!
    Comincio ad avvertire i primi sintomi della cacca, che come tutti sanno è condizione ottimale per una lettura che si rispetti. Quindi, pronti!

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