Letture veneziane

Teflon ringrazia l’Associazione Luoghi Comuni e il Circolo Metricubi per la bella serata veneziana.

Di seguito, i brani letti nell’incontro.

 

Una giornata a Venezia

di Enrico Mazzardi

La città senza strisce pedonali.
La Firenze eternamente allagata.
L’Amsterdam del sud Europa.
La città del Mose.
Mosè.
Che la divise dalle acque.
Col Mose.
Acqua alta.
Gondole ovunque.
Taxi senza ruote.
Umidità del manto stradale.
Turisti americani.
Bella pizza.
Bello Lido.
Bello George Clooney.
Ancora acqua.
Chiesette qua e là.
Edifici storti.
Persone diritte.
Sotoporteghi sporchi di carnevale.
Fragole marce.
Morti a Venezia.
Nebbia grigia.
Acqua verde.
Calli.
Calli strette.
Turisti tedeschi.
Turisti tedeschi obesi.
Turisti tedeschi obesi incastrati in calli strette.
Acqua in abbondanza.
Pesce nell’acqua.
Puzza di pesce.
Pesce nell’aria.
Frasi piene di ics (x).
Il serenissimo campanile.
Turisti giapponesi.
La guida con l’ombrellino rosso.
Le fotografie.
Becchime a peso d’oro.
Da tutto il giorno loro ti scrutano dall’alto.
È il pianeta dei piccioni.

Una fine a vostra scelta

di Marco Fulvio Barozzi (a.k.a. Popinga)

1.

Volete che vi racconti la storia dell’inizio del mondo o quella della sua fine? Se volete sentire la storia dell’inizio andate al n. 8. Se invece volete sentire la storia della fine andate al n. 2.

 

2.

Volete sentire la storia di una fine improvvisa e catastrofica oppure quella di una fine lenta e inesorabile? Se volete sentire di una fine improvvisa e catastrofica andate al n. 3, altrimenti andate al n. 4.

 

3.

Il mondo ebbe una fine improvvisa e catastrofica, che preferisco non raccontarvi per non impressionarvi. Vi dico solo che non fu nel 2012. Delusi? Beh, potete leggere la storia della fine lenta e inesorabile andando al n. 4.

 

4.

Il mondo ebbe una fine lenta e inesorabile. Un giorno ci si rese conto che il tempo scorreva a velocità diverse a seconda della situazione e della persona interessata. La rassicurante regolarità del passato, scandita dal ticchettio degli orologi o dalle vibrazioni dell’atomo di cesio, non si adattava più all’universo degli avvenimenti. Poteva capitare che un’ora di lavoro noioso durasse per A solo dieci secondi e per B invece tre ore, oppure che un’ora di lezione si allungasse a sei per C e si riducesse a otto minuti per D. Saltavano così gli appuntamenti e gli orari. A che ora prendere la pillola per la pressione? Quando partiva il volo per Roma? Dopo quanto tempo toccava terra un corpo lasciato cadere da x metri d’altezza? Tutto sembrava svolgersi all’infuori della volontà e delle leggi della fisica e dell’uomo. Vi sembra un buon inizio per una fine lenta e inesorabile? Se volete sapere come continua la storia, andate al n. 5. Se invece non vi piace  e volete sentirne un altro, andate al n. 6.

 

5.

La confusione che si era creata ebbe conseguenze drammatiche sull’economia globale. Poiché la scarsità o l’indisponibilità di un bene ne aumenta il prezzo o spinge alla violenza per averlo, iniziò la guerra di tutti contro tutti per l’acqua, il cibo, l’energia. Ciascuno vedeva negli altri un nemico e difendeva con le armi i propri presunti diritti. La paura aumentò la violenza, la violenza a sua volta aumentò la paura, in un circolo perverso e inarrestabile. Avere le armi migliori serviva a poco: il tempo scorreva così localmente e così casualmente che un colpo di fucile poteva arrivare a segno dopo due ore, mentre una sassata di risposta centrava subito il suo bersaglio. Nessuno si fidava delle armi atomiche, perché i timer erano diventati inaffidabili: un missile nucleare lanciato da una base segreta era esploso dopo pochi secondi, distruggendo la base, non più segreta.

Un tale caos creò una catena di morti tale da ridurre drasticamente la popolazione mondiale. Nel giro di vent’anni non rimasero che tre superstiti, tutti assieme su un’isoletta. Poteva essere un nuovo inizio, ma erano tutti maschi. Vi piace come storia sulla fine lenta e inesorabile?  Se ritenete di sì, siete giunti alla fine della fine. Se non vi convince, andate al n. 6.

 

6.

Il mondo ebbe una fine lenta e inesorabile. Tutto cominciò quando F telefonò allarmato al suo medico perché gli si era chiuso l’occhio destro. Purtroppo il bravo dottore non era in grado di aiutarlo: a lui entrambe le orecchie avevano cominciato a muoversi avanti e indietro come due ali d’uccello. F uscì di casa in cerca d’aiuto, ma la scena che vide fu raccapricciante: un tizio era caduto dalla bicicletta perché la sua mano destra aveva incominciato a salutare i passanti e continuava a farlo anche adesso che il corpo era riverso sull’asfalto. Un uomo era aggrappato ad una panchina del parco, cercando di resistere alla sua gamba sinistra che aveva deciso di alzarsi e camminare. Almeno questo vi sembra un buon inizio per una fine lenta e inesorabile? Se volete sapere come continua la storia, andate al n. 7. Se anche questo inizio non vi va, provate con la fine improvvisa e catastrofica, andando al n. 3.

 

7.

Quel giorno era iniziata la ribellione dei corpi dell’umanità intera. Per una ragione misteriosa, arti,  ossa, ghiandole, muscoli e cellule degli uomini avevano cominciato a fare di testa propria. Vi fu chi invocò l’azione di micidiali raggi cosmici, chi incolpò un nuovo ceppo di virus mutanti, chi se la prese con il governo, ma la situazione peggiorava di giorno in giorno. Gli incidenti mortali aumentarono a dismisura e regnò la confusione in tutte le attività umane. La ribellione delle cellule portò a un’esplosione dei casi di tumore, quella delle ghiandole a un’altrettanto grave aumento di morti nelle maniere più impensate. Chi, colpito da un’eccessiva produzione di adrenalina, cercava emozioni forti in modo incosciente, buttandosi dai cavalcavia o leggendo uno degli ultimi numeri di Libero ancora circolanti. Persone come il guercio F o il suo medico potevano ritenersi fortunate, almeno fino a che non cominciarono le epidemie o iniziò a scarseggiare il cibo. Nel giro di vent’anni non rimasero che tre superstiti, tutti sulla stessa isoletta. Poteva essere un nuovo inizio, ma erano tutte femmine. Almeno questa vi sembra una buona storia sulla fine lenta e inesorabile?  Se ritenete che lo sia, siete giunti alla fine della fine. Se invece ritenete che anche questa non vada bene, provate con la fine improvvisa e catastrofica, andando al n. 3.

 

8.

Per l’inizio del mondo non vi racconterò alcuna storia (non vorrei inimicarmi i creazionisti). Fa niente se vi racconto la storia della fine del mondo? Andate allora al n. 2.

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2 thoughts on “Letture veneziane

  1. jacopo de ha detto:

    Grazie a voi! Alla prossima 🙂

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