Consigli di lettura #4

di Mattia Filippini

L’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica, Walter Benjamin

Einaudi, pp. 184, € 16,50 (in sconto del 25% in questo periodo)

Nell’ultima interminabile scena del film Nostalghia di Tarkovski, il protagonista tenta di attraversare un enorme vascone termale vuoto con una candela in mano, cercando di non farla spegnere. La cinepresa segue i suoi passi anche quando, spenta la fiamma, il protagonista ritorna indietro e ricomincia il suo cammino innumerevoli volte. Che senso può avere una scena del genere? Qual è la spiegazione intrinseca?

“Le nostre bettole e le vie delle nostre metropoli, i nostri uffici e le nostre camere ammobiliate, le nostre stazioni e le nostre fabbriche sembravano chiuderci irrimediabilmente. Poi è venuto il cinema e con la dinamite dei decimi di secondo ha fatto saltare questo mondo simile a un carcere; così noi siamo ormai tranquillamente  in grado di intraprendere avventurosi viaggi in mezzo a queste rovine. Col primo piano si dilata lo spazio, con la ripresa al rallentatore si dilata il movimento.”

Una lettura illuminante, una riflessione sulla società di massa e sulla contemporaneità; il fondamentale apporto di Benjamin allo studio dei nuovi mezzi e sulla perdita di carisma dell’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica, in cui ogni pagina è lo spunto per una suggestione. Notevoli gli approfondimenti sul cinema.

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