Oh Ellie!

Quello che mi ha colpito, la prima volta che ho letto Laborintus, è il fatto che non si capisce niente. Sembra che l’autore abbia preso parole a caso da discorsi ascoltati sul tram o in coda in banca, da vecchi manuali di lingua latina, da antichi libri scientifici ed esoterici ammucchiati sulla scrivania. I versi danno l’idea di essere talmente compressi da poter esplodere da un momento all’altro, lanciando schegge impazzite ovunque e lasciando a terra innumerevoli feriti. Poi, una volta finita la lettura, si getta il libro in un angolo, magari con una faccia un po’ perplessa, ci si chiede il perché di tanta confusione. La risposta non arriva subito. Bisogna che si lasci depositare tutto il pulviscolo che si è innalzato con questa detonazione. Poi arriva. Chiara, luminosa, come qualsiasi banale verità: Sanguineti l’ha fatto apposta a far saltare col tritolo il sistema letterario e poetico. E, come succede quando qualcosa scoppia in uno spazio chiuso e angusto, succede un macello. Pezzi di qua, altri di là, rivoli di materiale organico che cola, urla e lamenti. Questo è precisamente Laborintus: un inferno post fine del mondo, dove i rimandi tra una poesia e l’altra non sono altro che brandelli di versi, in cui le voci si mischiano, i piani si sovrappongono, i personaggi si fondono assieme e si mischiano. E, stranamente, questa è la cosa incredibile, ci si ritrova a pensare che tutto ciò sia la cosa più sensata mai letta fino ad ora.

Mattia Filippini ed Enrico Mazzardi


1.

composte terre in strutturali complessioni sono Palus Putredinis
riposa tenue Ellie e tu mio corpo tu infatti tenue Ellie eri il mio corpo
immaginoso quasi conclusione di una estatica dialettica spirituale
noi che riceviamo la qualità dai tempi
tu e tu mio spazioso corpo
di flogisto che ti alzi e ti materializzi nell’idea del nuoto
sistematica costruzione in ferro filamentoso lamentoso
lacuna lievitata in compagnia di una tenace tematica
composta terra delle distensioni dialogiche insistenze intemperanti
le condizioni esterne è evidente esistono realmente queste condizioni
esistevano prima di noi ed esisteranno dopo di noi qui è il dibattimento
liberazioni frequenza e forza e agitazione potenziata e altro
aliquot lineae desiderantur
dove dormi cuore ritagliato
e incollato e illustrato con documentazioni viscerali dove soprattutto
vedete igienicamente nell’acqua antifermentativa ma fissati adesso
quelli i nani extratemporali i nani insomma o Ellie
nell’aria inquinata
in un costante cratere anatomico ellittico
perché ulteriormente diremo che non possono crescere

tu sempre la mia natura e rasserenata tu canzone metodologica
periferica introspezione dell’introversione forza centrifuga delimitata
Ellie tenue corpo di peccaminose escrescenze
che possiamo roteare
e rivolgere e odorare e adorare nel tempo
desiderantur (essi)
analizzatori e analizzatrici desiderantur (essi) personaggi anche
ed erotici e sofisticati
desiderantur desiderantur

(Edoardo Sanguineti, Laborintus)

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3 thoughts on “Oh Ellie!

  1. Andrea Vecchietti scrive:

    concordo pienamente

  2. […] Teflon c’è un breve e buon omaggio a Sanguineti (e non so perché ma ho come l’impressione che ogni volta che si parli di Sanguineti, per dire […]

  3. […] due anni che è morto Sanguineti (18 maggio 2010) e sono due anni esatti che non trovo più la mia bella copia di Laborintus. […]

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