Istruzioni per leggere un libro

racconto comparso sul numero 12 di Finzioni Magazine

di Enrico Mazzardi

Si inizi col ben disporre animo e corpo ad una attività di impegno fisico pressoché nullo, collocando una poltrona confortevole perpendicolarmente a una fonte luminosa. Sarà opportuno fare un respiro profondo alzando le braccia fino al più alto scaffale della libreria e lasciare scegliere un libro ai polpastrelli, oppure sottrarre alla polvere del comodino il volume che usualmente usate per addormentarvi.

Avvisate le persone che frequentano la vostra casa del vostro nuovo impegno, possibilmente tramite vie non verbali: in caso di rumori molesti che minaccino la vostra attenzione, potrebbe bastare un colpetto di tosse ben assestato per richiamare il silenzio perduto.

Le gambe dovranno essere gradevolmente accavallate, sovrapposte a formare una X; la mano sinistra reggerà il libro, mentre la destra farà la spola tra la fronte e le pagine: indicativamente questa mano compirà il viaggio che la porta a girare le pagine una volta ogni quattro o cinque minuti, quindi regolatevi di conseguenza, ché se le girerete troppo spesso insospettirete chi vi guarda.

Dopo esservi persi in queste procedure, assumete un volto assorto e lievemente accigliato, corrugate un poco la fronte senza perdere l’equilibrio ambiguo dell’espressione: così otterrete il volto del vero lettore, interessato alla propria attività e impegnato nello sforzo di cogliere il significato profondo del testo. Una volta trovata la giusta espressione, tutti penseranno di trovarsi di fronte al più temibile degli esperti in fatto di lettura.

Solo ora siete pronti per leggere veramente, quindi, mantenendo le regole di postura sopraelencate, iniziate a scorrere con lo sguardo le righe cominciando da quella in alto a sinistra, percorrendo le file di lettere da sinistra verso destra. Se riuscite in tutto questo a trarre addirittura un senso dalle righe che state osservando con espressione tanto rapita, potrete lasciarvi andare ad un lieve sorriso, di quelli appena accennati, badando a non mostrare però i denti. Se qualcuno vi vedesse sorridere, in quel momento, vi invidierà molto.

Non tutti i libri sono interessanti, così come non tutte le attività lo sono. La lettura non fa eccezione: sorgerà spontanea, dopo venti minuti di pratica, la tentazione di saltare qualche riga. Non spaventatevi al presentarsi di questo pensiero, fingete di leggere come al solito, fate scorrere lo sguardo costante lungo le righe; a un tratto, se non sentite nessuno nella stanza che possa cogliere quanto state meditando di fare, saltate una riga. Per riuscirvi, vi basterà rientrare con lo sguardo alla riga sottostante rispetto a quella che sarebbe stata la naturale destinazione. Nello sciagurato caso in cui voi steste comprendendo il contenuto delle frasi, non spaventatevi qualora la frase nuova vi sembrasse lievemente incoerente e fuori luogo: considerate piuttosto il fatto che l’autore non aveva previsto la vostra trovata di saltare una riga. Per sentirvi meno colpevoli, sappiate che certi lettori professionisti riescono a saltare addirittura pagine intere, ma prima di riuscire nell’impresa bisogna far pratica saltando gruppi di poche righe.

Se la lettura sarà concentrata in un periodo prossimo all’orario di cena, probabilmente qualcuno interromperà con insistenza il vostro lavoro intellettual-posturale per chiedervi ragguagli sul cibo. Questo è un momento delicato per voi lettori: dovrete infatti fare sfoggio della recitazione di tutto il vostro corpo. Mano destra e gomito alzati, indice eretto, sopracciglia più aggrottate che mai, e mormorio di qualche parola sottomessa (per comodità, lasciatevi suggerire le parole dalle righe che avete sott’occhio). Il malcapitato penserà quindi di avervi disturbato, si scuserà e si defilerà per almeno una decina di minuti. Avrete così conquistato un po’ di pace, avrete creato un’illusione, e il vostro corpo sarà coronato dall’aura del Vero Lettore Professionista.

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One thought on “Istruzioni per leggere un libro

  1. […] nello sforzo illusorio di cercare una parola dove parole non ce ne sono: sono un virtuoso della falsa lettura. A salvarmi dalla noia che iniziano ad esalare anche i miei movimenti simulati, interviene una […]

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