The Fall, di Tarsem Singh

di Enrico Mazzardi

The FallSe nello stesso mese una persona si sottopone alla visione di due film come Avatar (una nullità assoluta) e Alice in Wonderland (un mediocre scimmiottamento), pur di rifarsi la bocca è pronto ad accogliere anche la più normale delle pellicole come un dono del cielo. Ma non voglio parlare di quanto può essere mediocre il cinema dei grandi effetti, dei colossal e del 3D. Voglio solo parlare, dato che il suo passaggio nelle sale cinematografiche italiane non è mai avvenuto, di un film che avrebbe non solo meritato di esser visto dalla maggior parte dei bulbi oculari del Bel Paese, ma di essere additato come un film veramente esemplare.

Perchè? direte voi, Non è forse un esplosione di colori, un fenomeno eccezionale questa doppietta di megaproduzioni di Cameron e Burton? No amici miei, quello non è nulla, sono due baracconi senza senso; ho trovato più qualità nel Cinema Dinamico di Gardaland, quando ero bambino.

Non basta avere una testolina come quella di Tim Burton o il portafoglio titanico di Cameron per comporre un’opera il cui impatto visivo soddisfi lo spettatore. No no. Bisogna innanzitutto avere un’idea, un soggetto. Trarne una sceneggiatura valida. Infine costruirci intorno un grande apparato visivo.

Proprio quello che ha fatto Tarsem Singh col suo The Fall. Un capolavoro datato 2006, non a caso patrocinato dalla coppia Spike Jonze-David Fincher, dotato di una tale qualità estetica da non esser riuscito a trovare distribuzione in Italia. Ora, non so quali problemi ci siano stati, ma una cosa è certa: i nostri occhi si sono persi qualcosa.

In cinque parole vi anticipo il film, qualora foste interessati a vederlo (temo che dovrete andare per “muli” o “torrenti” per reperirlo con facilità): cavalli, stuntman, cinema, fantasia, colore. Non voglio anticipare trama o altro, solo voglio consigliarvi un film che non mancherà di stupirvi, specialmente se siete amanti dei film metacinematografici (badate, non di quelli intellettualoidi alla Bertolucci – mi riferisco a The Dreamers: qui lo sguardo sul cinema è reso da un punto di vista infantile) e se avete apprezzato Il labirinto del fauno (film che a sua volta – non me ne voglia Guillermo Del Toro – impallidisce al cospetto di The Fall). Ma l’opera di Tarsem è molto di più: al di là della maestria nella fotografia, nelle riprese e nel montaggio, ci sono varie riflessioni che si intersecano compenetrandosi in un’armonia totale. E l’armonia, a differenza della confusione, non è cosa che si raggiunge facilmente.

Non ci sono possibili recensioni per questo film al di là del suo titolo. Quindi, su di esso esprimo solo due consigli: guardatelo e riguardatelo.

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5 thoughts on “The Fall, di Tarsem Singh

  1. Thomas Pololi scrive:

    sto già scaricando.
    anche se a me avatar è stato il primo film che m’ha fatto piangere in 3d.

  2. enricomazzardi scrive:

    tò, guarda! un torrente!

    http://1337x.org/torrent/5657/0/

  3. Thomas Pololi scrive:

    🙂
    già torrentato. appena ho calma me lo guardo con tempo.

  4. enricomazzardi scrive:

    In questo Avatar d’un 2010, finalmente una buona notizia.

    Grazie per la segnalazione Raffaella.

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