Il bello è non trovare i libri

di Mattia Filippini

Oggi, che ho cominciato a lavorare in un posto nuovo, bruttissimo, con della gente ignorante, che si vede anche da lontato che sono degli ignoranti, per esempio qualsiasi cosa fai, ai loro occhi è come se la fai sbagliata e si chiamano tutti con dei soprannomi tipo Dado, hanno cominciato a girarmi in testa i versi di una poesia di Raffaello Baldini, soprattutto gli ultimi; durante tutto il tempo me li ripetevo cercando di ricordarmi le parole esatte. Allora, appena sono tornato a casa, poco fa, mi son messo a cercare il suo libro di poesie, un libro di quelli sottili che si nascondono timidamente tra gli altri, per rileggere le sue parole e tirarmi su di morale. Nella mia stanza, in cui ci sono più pagine di carta che vestiti, e in cui lo spazio è da un po’ che è esaurito e i libri sono messi in maniera sgangherata, ho fatto fatica a trovarlo. Ho dovuto spostare dei libri più ingombranti, tipo uno che si chiama Sesso arte e rock’n’roll e un altro che sono i due volumi di Mimesis di Auerbach. E m’è venuto da pensare che forse il bello è non trovare i libri, perchè il fatto di essere irreperbili è un valore aggiunto ai libri così belli come quello di Baldini, scoprire la sua posizione tutte le volte è come comprarlo un’altra volta e rileggerlo da capo.

Poi quando l’ho trovato (ci ho messo un po’, è un libro con la copertina bianca, un po’ anonimo, piccolo, umile, che si chiama come un treno, stava tra L’Orlando furioso e I ricordi della basca di Delfini) ho aperto subito la pagina dove avevo messo un segno, come una specie di profezia autoavverante:

[…] ecco, i coglioni fanno le cose alla rovescia,

e tu li vedi che sbagliano, tu lo sai

come andrebbero fatte, provi a dirglielo, anche

con le buone maniere, ma loro niente,

tirano dritto, tu cerchi di dargli una mano,

di metterli sulla buona strada, loro ti guardano

con un’aria: adesso cosa vuole questa testa di cazzo?

e allora va a finire che t’arrabbi:

“Sono dei coglioni!” ti sfoghi in piazza, e in piazza

c’è anche qualcuno che ti ascolta:

“Hai ragione, sono coglioni, però”, “Però?”,

“Cosa si può fare? sono tanti, comandano loro”.

(Raffaello Baldini, “Coglioni” in Intercity, Einaudi)

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One thought on “Il bello è non trovare i libri

  1. mattiafilippini scrive:

    Un amico, che si chiama Luca Pareschi, spero non me ne voglia a male, mi scrive questa cosa, secondo me molto bella:
    “Dunque, no, fammi capire, i coglioni
    tu vedi che sbagliano, gli vorresti dare una mano, metterli sulla buona strada,
    ma siccome sono coglioni non ti stanno a sentire,
    e tu ti arrabbi,
    ho capito bene?
    solo che, secondo me,
    che sbaglierò, però, da quello che vedo,
    non ti stanno a sentire perché la buona strada
    ce n’è tanti che l’hanno già trovata,
    sono pieni di soldi, case, macchine, tutto,
    che noi, io e te, sono cose che non le abbiamo,
    e magari neanche le vogliamo,
    però loro le hanno, e se le tengono,
    e io, capisco anch’io quello che vuoi dire,
    loro danno valore a cose che non ce l’hanno, seguono le mode,
    che noi, se avessimo noi i loro soldi…
    solo che non li abbiamo,
    non abbiamo una lira,
    e io,
    adesso non arrabbiarti anche con me,
    ma delle volte,
    non sarà,
    mi viene da pensare,
    che i coglioni siamo noi?
    siamo io e te? “

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