Niente trucchi da quattro soldi

di Silvia Fraccaro

Un immaginario dialogo tra Raymond Carver e gli aspiranti scrittori sui temi della scrittura e del mestiere dello scrittore. Senza troppi preamboli, qualche piccolo consiglio per scrivere onestamente:

-rinunciare alla sciatteria nella scrittura, proprio come si dovrebbe rinunciare nella vita;
-trovare il proprio tono (se il tono è di qualcun altro o di una certa filosofia che si cerca di assimilare, il risultato è disastroso);
-usare le parole giuste, perché le parole sono tutto quello che abbiamo;
-credere e perseguire l’efficacia della parola concreta (contrario della parola astratta, arbitraria o sfuggente);
-credere nell’economia narrativa (riscrivere e limare limare limare – anche se non troppo, cioè senza esagerare);
-credere nella chiarezza e nella semplicità perché la semplicità è il sigillo della verità (Carver cita Seneca);
-capire che ogni parola, ogni segno di punteggiatura, ogni punto è importante;
-scrivere di quello che si ha a cuore e di quello che importa: l’amore, la morte, i sogni, le ambizioni, crescere, fare i conti con i proprio limiti e quelli degli altri, i motivi per cui perdiamo le cose a cui teniamo di più, il cattivo uso delle nostre risorse interiori, la capacità di sopravvivenza e di risollevarsi;
-stare all’erta e prestare attenzione alle cose che accadono durante la giornata, essere come una palla di neve che rotola e accumula e accumula;

-affrontare ogni tipo di argomento senza barriere tra la vita che si vive e quella che si descrive (“provo io imbarazzo per primo, per gli scrittori che si sentono in imbarazzo a parlare di barbieri, ciabatte, posaceneri, polenta e compagnia bella”);
-scrivere e costruire cose che restano, come le case;
-non appesantire la narrazione con le proprie emozioni incontrollate;
-scrivere con l’animo in pace, non scrivere finché non ci si sente freddi come il ghiaccio (Carver cita Checov);
-se si può dire in quindici parole invece che in venti o trenta, allora dirlo in quindici parole (Carver cita John Gardner);
-non abusare dell’ironia;
-scrivere al meglio delle proprie possibilità (“altrimenti allora che si scrive a fare?”)
-considerare la scrittura (e l’arte in generale) non come l’espressione di sé ma come comunicazione, perché è la comunicazione che conta.

Per concludere questa non recensione, o piuttosto questo consiglio di lettura, due o tre di quelli che, con immaginazione, potrebbero essere racconti brevi, brevissimi, presi da “Niente trucchi da quattro soldi”:

Perché voi ragazzi non vi mettete a ballare, decise di dire e poi lo disse. “Perché non ballate?”

Perché il tempo è poco e l’acqua si sta alzando.

Disse: “Voglio dirvi un’altra cosa”.
Ma poi non riuscì a pensare quale potesse essere.

Niente trucchi da quattro soldi, Raymond Carver, Minimum fax, 6,50 €

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