I ragazzi della Compagnia delle Indie

di Enrico Mazzardi

Ve li ricordate, in tv?
Solcavano il mare a bordo del loro veliero, ammazzavano il tempo strusciando i loro turgidi e oleosi addominali contro le pelli ambrate delle ragazze di bordo (le ragazze della Compagnia delle Indie).
Non facevano altro.
Non guidavano l’imbarcazione, andavano all’avventura, dove li conduceva la corrente, che fortunatamente li portava sempre in posti caldi dove i tramonti non tramontano mai.
Non mangiavano, di certo il cibarsi non faceva per loro, prestanti giovani dediti a tempo pieno ad abbracciarsi da tergo sorridendo all’orizzonte. Forse per sopravvivere bevevano gli shampoo della Compagnia delle Indie fornitigli prima di salpare dalla ditta.
Avevano una doccia a bordo, e passavano gran parte delle giornate seminudi continuando a provare quali balsami fossero più adatti al fototipo della loro pelle sempre abbronzata.

A noi piace ricordarli così.
Liberi, seminudi e senza pensieri.
Nella speranza che arrivi anche per noi il giorno in cui potremo salire a bordo del loro lussurioso e balsamico veliero.
O era una goletta?

La tragedia:
Il veliero dei ragazzi della Compagnia delle Indie è affondato.

Negli ultimi tempi, dopo la fine delle provviste di balsamo e shampoo, la situazione a bordo era repentinamente precipitata, tra ammutinamenti, un clamoroso outing di massa della ciurma maschile e la conseguente crisi isterica delle ragazze, spaventate a morte anche dalla secchezza in cui versava la loro pelle dopo la scomparsa dei doccia-schiuma.
A far traboccare il vaso è stata però la tragica avaria del boiler con l’acqua calda per le docce.
Tutti hanno abbandonato la nave, per essere prontamente ripescati dalla guardia costiera honduregna e rispediti in patria.
I ragazzi sono finiti con l’essere riciclati in varie trasmissioni Mediaset, uno di loro recentemente è stato addirittura insignito del titolo di tronista.
Le ragazze invece sono impegnate in altri vari estenuanti casting lungo la penisola. Una di loro tuttavia ha ripreso gli studi universitari interrotti.
Così, l’imbarcazione è affondata in solitudine, senza che fosse rimasto alcun membro dell’equipaggio a bordo.

Eppure c’è chi giura di vedere ancora il profilo di questo veliero, ogni tanto, al largo di Livorno, quando tramonta il sole. I vecchi del bar del porto tuttavia non sono tutti concordi su quanto si è detto finora: secondo alcuni, infatti, la fantasmatica sagoma che si staglia all’orizzonte non è riconducibile alle fattezze di un veliero, quanto a quelle ben più esili di una goletta.
È questo da qualche anno a questa parte l’argomento di discussione preferito dagli abitué del bar del porto, uno dei pochi luoghi in cui ancora vive e si tramanda la leggenda dei ragazzi della Compagnia delle Indie.

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