La poesia di Cthulhu

Ciao a tutti i lettori di Tupolev, sono Enrico Mazzardi. Oggi mi sono fatto coraggio e ho deciso di fare finalmente chiarezza intorno al reale esito del recente concorso Braccia rubate all’agricoltura.

Io e Mattia Filippini siamo stati da poco dimessi dall’ospedale.
Oddio!, avrete esclamato. Non preoccupatevi, ora stiamo bene.
Che cos’è successo?, vi starete chiedendo. Semplice: abbiamo ricevuto la poesia più brutta di sempre, e abbiamo avuto la sventurata idea di leggerla.

Insomma, a metà luglio ci arriva questa mail, priva addirittura dell’indirizzo del mittente (non pensavamo fosse possibile), quasi si fosse autogenerata. Ecco, questa mail non conteneva nè oggetto nè testo, solo un allegato in txt: nemmeno un testo word, il più inquietante e umile dei fogli txt.

Abbiamo poi avuto l’incauta idea di scaricare l’allegato sul desktop del nostro pc redazionale. Di colpo la partizione del disco rigido su cui tenevamo i porno che visioniamo durante le nostre riunioni si è cancellata: un sintetico messaggio d’errore ha segnalato l’ineluttabile. Tutti i 30 Gigabyte di John Holmes e Ron Jeremy svaniti d’un tratto nel nulla. Si è salvato ahinoi solamente il deludentissimo La mia prima volta di Sara Tommasi: giaceva abbandonato accanto all’icona del cestino.

Ancora più perniciosa è stata l’idea di fare un doppio click sul documento. Si è aperto, e l’ultima cosa che ricordiamo è stata la visione sfocata di un componimento di quattro righe, con un titolo orrendo, irripetibile. L’unica parola rimasta impressa nella nostra memoria è “stella”; difficile riportare altre parole incontrate tra i pochi versi, dato che abbiamo entrambi perso i sensi.
Più facile è stato ricordare gli effetti della suddetta poesia su di noi, ricostruiti grazie alle attenzioni ricevute durante il trattamento sanitario obbligatorio.

Ecco una lista di episodi e sintomi riportati dal referto medico di Mattia Filippini: Il paziente dimostra di aver perso una diottria dall’occhio sinistro, due dal destro – si presume dunque che sia dei due il soggetto che è rimasto esposto più a lungo alla lettura della poesia; dice che le poesie del concorso dovevano essere molto più brutte, ma non come questa, questa è troppo; continua a ripetere che avrebbe dovuto indossare la maschera da saldatore di suo zio prima di leggere la poesia; piange istericamente ogni volta che vede un libro cartaceo, si tranquillizza e fa le fusa in presenza di ebook; prende sonno solo quando gli si leggono le poesie di Emilio Praga.

E questa è la sintomatologia relativa al paziente Enrico Mazzardi: Si è rinchiuso in una sorta di autismo, dondola sulla sedia tenendosi strette le ginocchia al petto mormorando una canzone priva di senso intitolata “Balotelli is a striker“; continua a ribadire che “le poesie arrivate per il concorso sono in realtà fin troppo belle, e che quindi il concorso è fallito, che quelli che le hanno mandate sono persone ironiche e/o autoironiche, che noi volevamo trollare chi si prende troppo sul serio, e non sappiamo se abbiamo raggiunto l’obiettivo”; alterna questo discorso sul fallimento del concorso alla suddetta canzone “Balotelli is a striker”, in continuazione; in momento di spiccata lucidità menziona questa terrificante poesia, sostenendo che potrebbe essere stata scritta da tale dio Cthulhu, una volta svegliatosi di cattivo umore, ma in generale cerca di evitare l’argomento; i suoi capelli sono diventati estremamente spettinati.

Yahoo, il provider della nostra mail rivistatupolev@yahoo.it, quel fatidico giorno di luglio ha inspiegabilmente registrato due incendi ai server presso la sua sede californiana.

Il nostro computer, secondo quanto comunicatoci dai tecnici delle forze dell’ordine, si è autoformattato. Nonostante questa misura presa in autonomia dal pc, per estrema sicurezza, le autorità hanno reputato opportuno farlo brillare con del tritolo in una cava di marmo appena sopra Brescia.

[Enrico Mazzardi]

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3 thoughts on “La poesia di Cthulhu

  1. Francesco scrive:

    Ma miei poveri piccoli fragili paperi, come pretendete di trollare gente che accetta i vostri inviti? Per trollare i poeti brutti dovete andarli a scovare, estorcer loro le laide rime, esporle al ludibrio delle folle, ricevere diffide e querele e pubblicarle a loro volta per il maggior incontenibile ludibrio delle folle assetate di bullismo.
    Next time invitate gente che invece di scrivere poesie brutte può averne lette e può rintracciarle e fornirvele. Sarò dei vostri anche in quel caso. Però io non sono bullo, quindi vi diffido dal citare il mio nome e, anzi, se sarete troppo cattivi nel giudicarle vi redarguirò.

  2. Francesco scrive:

    Ehi, avete sentito quel tipo che ha detto “redarguirò”? Ero io!

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