di Mattia Filippini
Ho incontrato Blixa Bargeld per caso, dentro il Burger King della stazione centrale di Milano. Non l’ho riconosciuto subito, inizialmente era solo un omaccione strano, vestito con un cappellaccio da becchino e un vestito da prete. Poi, incuriosito dall’aspetto familiare, ho guardato sotto la tesa del cappello e ho visto il famoso ciuffo imbrillantinato. Blixa ha ordinato un Angry Whopper, un hamburger che definirei sperimentale, da 280g, e anelli di cipolla fritti. L’ho lasciato sfilare via con il suo vassoio e con la coda dell’occhio ho guardato dove si andava a sedere. Dopo che ho ordinato mi sono fatto coraggio e con il mio tedesco stentato mi sono avvicinato al cantante degli Einsturzende Neubauten. Ich setze mich? Posso sedermi? gli ho chiesto. Mi ha indicato la sedia libera di fronte a lui. Was tun Sie in Milano? Cosa fai a Milano, Blixa? ho continuato. Mi ha risposto che la stazione di Milano è un luogo fantastico, così pieno di rumori di tutti i tipi, compreso quello dei piccioni. Ecco, mi ha detto, se si ascolta bene si possono sentire anche i piccioni. Almeno credo abbia detto piccioni. Poi ha addentato il suo panino gigante. Intanto a me sudavano le mani, avere davanti un mostro sacro della musica non è cosa che capita tutti i giorni. Continuava a venirmi in mente quel video musicale in cui tagliavano dei pezzi di metallo con una motosega e davanoi martellate a una caldaia, il tutto dentro un capannone in disuso. Da cosa prendi ispirazione per comporre? Blixa ha appoggiato il panino e mi ha fatto segno di aspettare. Ha preso due cannucce dal dispenser poco lontano e ha cominciato a battere ritmicamente sulla confezione vuota dell’hamburger; poi si è interrotto e ha cominciato ad accartocciare tovaglioli sbattendo il vassoio sul tavolo. Ha concluso la sua performance facendo bolle dentro la coca. Il mio panino nel frattempo era diventato freddo e immangiabile. Blixa si è alzato, mi ha stretto la mano e ha detto Grazie del tempo dedicatomi, ma ora devo andare a sentire le frenate dei treni.

sì, in effetti, se accadesse, sarebbe proprio così.